APRILE 2005
Questo libro nasce dal tentativo dell'autore di contribuire , in qualche modo, a far comprendere cosa rappresenti per tanti ragazzi e no ,per tante famiglie, e tanti volontari e operatori , il movimento Special Olimpics. Far comprendere,non è solo conoscerne l'esistenza, ma apprezzarne a pieno la portata umana, di civiltà, di enorme valore sociale e terapeutico. E' altresi' scontato che sono altri gli strumenti e le persone idonee ad una migliore divulgazione del movimento nella società: ma la fotografia trasmette un messaggio immediato e non richiede grossi sforzi da parte dell'interlocutore per ricevere suggestioni o sensazioni. Ed è proprio quello che io volevo fare con le mie foto,far vedere ad altre persone,la grossa carica umana che c'è in alcuni volti ,in alcuni gesti,nell'esecuzione di un movimento atletico,ecc. e se queste foto riuscissero a comunicare una parte soltanto delle emozioni che ho provato io mentre le realizzavo,allora, credo,che un po dello spirito di Special Olimpics sarebbe giunto nel cuore e nella mente di chi le osserva.
Mario Vintari
Desidero pubblicare a prefazione di questo lavoro, la presentazione che il Prof. Alessandro Palazzotti, Presidente del CONI Lazio Co-Board Chair di Special Olompics Italia , ha fatto in occasione della mostra fotografica,composta da una parte di queste foto, dal titolo " SPECIALI ".
Colgo l'occasione per dedicargli questo lavoro ,e con lui tutti i suoi validissimi collaboratori, e una dedica particolare alla carissima Stefania Gardenia, che mi ha dato l'opportunita di conoscere questo nuovo mondo ,che è SPECIAL OLIMPICS.
" Quando l'obiettivo del cuore si apre per cogliere l'anima "
Le immagini che Mario Vintari è riuscito a fissare hanno saputo fermare volti, corpi, azioni di Atleti e Volontari Special Olimpics durante i Giochi Nazionali e i Giochi Mondiali.
Lo sport che esprime la voglia di esserci.Le abilità che esplodono con tutta la loro forza. La gioia e la tenerezza di un abbraccio. La serenità di un momento di riposo.
Osserviamo per riflettere! Cosa manca? Niente.
C'è tutto l'universo dei nostri sentimenti, l'amore per gli altri, per le cose che contano,per la vita .
Ed è cosi'! Per essere tutti " SPECIALI ".
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Il nostro mondo è e sarà sempre più caratterizzato dalla multicultura, dalla convivenza tra migliaia di diverse etnie, con tradizioni e culture diverse, spesso contraddittorie tra loro. La nostra civiltà è e sarà sempre più caratterizzata dalla globalizzazione nella quale devono convivere ed integrarsi anche le più estreme diversità. Fino a qualche decennio addietro, il "diverso" preoccupava, faceva paura. Oggi, siamo ai matrimoni tra omosessuali, accettiamo le famiglie di fatto: il diverso è con noi, tra di noi. E' nostro fratello, è come noi. Questo è l'imperativo categorico che ci viene imposto dalla nuova società in continua evoluzione - trasformazione, che vede la convivenza sempre più stretta, di uomini dalle radici e dalle culture più diverse tra loro. E' questa una delle più radicali, fondamentali rivoluzioni accettata e sposata dalla nostra civiltà. Il "diverso" è tra noi, è uno di noi. Ciò vale anche e soprattutto nel caso dei disabili, dei cosiddetti handicappati. In una popolazione che supera i sei miliardi di viventi, i cui problemi principali provengono dal deterioramento ambientale e dalla sovrappopolazione, anche il numero dei disabili è in forte crescita, esponenziale. Giusto che le istituzioni si interessino al problema per ridurre la portata e le possibili conseguenze negative. Ma l'intervento pubblico e privato deve essere soprattutto, prima di tutto culturale. Ma, riprendendo quanto anticipato sopra, il problema da affrontare e vincere è sul piano Culturale. Per cui, il disabile è colui che manca di una determinata capacità fisica o mentale ma è e deve essere visto e considerato, in tutto e per tutto, un uomo come gli altri. Con i suoi valori, i suoi sentimenti, le sue passioni, le sue aspirazioni, la sua volontà di vivere appieno, in felicità e serenità, la vita. La prova provata di questa grande forza e importanza assolta dagli handicappati (ci potrebbe venire alla mente uno dei significati originari, dei sinonimi dell'handicap, inteso come lo svantaggio che, in molti sports e nei giochi, si dà al concorrente ritenuto superiore) CI VIENE DEL LORO INSERIMENTO A PIENO TITOLO NELLA SOCIETÀ, NELLA VITA CONTEMPORANEA, COME CO-PROTAGONISTI, ci viene dall'entusiasmo e dall'impegno con cui affrontano le sfide della vita. Entusiasmo e impegno che li caratterizza anche quando affrontano le competizioni sportive. Sono uomini e donne pienamente consapevoli dei loro diritti e dei loro doveri. Pienamente consapevoli di potere e dover vivere appieno la loro vita. Con i sentimenti e le passioni, con l'entusiasmo, con la forza di volontà, con la fiducia e con le motivazioni quali-quantitative che li fanno essere veri e propri co-protagonisti, che affrontano e superano, vincono le diverse prove della vita. Altrettanti manifesti della serenità, della felicità, dell'entusiasmo e dello spirito ottimistico, con cui i cosiddetti handicappati affrontano e vincono le avversità della vita, sono rappresentati dalle poetiche e al tempo stesso incisive, forti e convincenti fotografie di MARIO VINTARI, da sempre amico di quei "ragazzi magnifici". Dalle fotografie, esplode la serenità, la gioia di vivere, il gusto di trovarsi, di stare insieme e comunicare tra loro e con tutti gli altri uomini che vivono nel nostro mondo in continua evoluzione-trasformazione, ricco di contraddizioni, di lotte e spesso di violenza. Su tutto, su tutti si afferma l'impegno, la volontà di questi "magnifici ragazzi" (così li chiama Mario Vintari) dagli occhi a volte malinconici ma sempre attenti, vivi ed intelligenti, dal sorriso che convince e conquista.
Franco Fontana
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