DICEMBRE 2003


TEMPO
    

COLLETTIVA DEI SOCI DEL FOTO CLUB CASTELLI ROMANI

"Ruit hora et fugit irreparabile tempus":
ci voleva un Poeta, Virgilio, per definire il concetto astratto e generale del Tempo, la sua sconsolante concretezza, la sua invisibile presenza.
Non poteva essere altrimenti: tra l'alfa e l'omega delle proprie esistenze, gli uomini "devono" concepire il tempo come uno scorrere di eventi quantificabili, fosse anche esteticamente, ma senza le contemplazioni della poesia.
Cosicché, per comprenderlo, si sono costretti ad aggettivarlo: brutto, bello, il tempo dell'amore, quello dell'odio,delle favole, delle responsabilità, dei sogni, della coscienza, il tempo della pace ed il tempo della guerra, insomma, un susseguirsi di attimi, di momenti, di eventi, individuali e collettivi; il marchio della "Storia" e le nostalgie delle "nostre storie". Orme che il Tempo imprime con i suoi passi millenari, cadenze uguali, continue, precise, misurabili, divorando sé stesso, attimo dopo attimo, vuoi nello sgranocchiare delle noccioline che nel costruire la rete dei meridiani e dei paralleli, vuoi nell'ingabbiarlo nei meccanismi degli orologi che nei calcoli astrofisica. Per le nostre inadeguate sopravvivenze esso ha valore per il passato e per il presente: memoria ed attualità. Appunto il compito dei fotografi: visualizzare l'irripetibilità di un "momento", di un attimo che subito si farà memoria, o cercare, per fissarle, le testimonianze di un passato che il Dio Kronos ha lasciato alla nostra indifferente attenzione.

Sandro Salvi



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