GIUGNO 2005
G.Battista Mazzucco, nativo di Sabaudia, vive a Latina, dove aderisce dal 1980 al Foto Club Latina. Si è avvalso dell'insegnamento di Luigi Passero, presidente del prestigioso sodalizio pontino, per mettere a punto una tecnica sopraffina di sviluppo e stampa del bianco e nero. Dal 1999, partecipa con le sue foto a diversi concorsi, nazionali ed internazionali, nei quali le sue opere vengono premiate. Nei mesi di giugno e luglio di tale anno vince tre concorsi nazionali a Roma, a Dalmine (BG), e a Termoli, mentre nell'anno 2000 è risultato il vincitore assoluto del prestigioso concorso internazionale di Cascina (PI) "Fotografare il mondo nell'anno 2000".
Nel 2001 si reca in Camerun, dove rimane per circa due mesi per realizzare un reportage sociale su questo paese africano che presenta in questo contesto. "Vita e Volti del Camerun": questo il titolo della mostra che ne è scaturita e che stata inserita nel CIRMOF - Circuito nazionale delle mostre FIAF e che Mazzucco sta proponendo ed intende proporre in diversi centri della provincia e non solo, insieme con la fattiva collaborazione dell'Associazione Interculturale Italia-Cameroun, per portare una testimonianza diretta del disagio esistenziale di questo paese e quindi per sensibilizzare l'opinione pubblica su queste tematiche.
Con questa ricerca, egli raggiunge la piena maturità espressiva, coniugando il perfezionismo del contenuto estetico, fatto di risultanze di contrasti, di microcontrasti, di grana, di tonalità, di chiaroscuri, di luci e ombre ricercatissime, con il contenuto comunicativo ed ideologico nel quale si dipana quella realtà sociale del Camerun in cui emergono condizioni di estrema povertà e sofferenza.
Il taglio iconografico scelto dell'autore per narrare la vicenda umana di questa popolazione, si sofferma sui volti, sulla figura, sull'ambiente di vita di questa gente per dare corpo ed espressione ad una filosofia narrativa in cui l'essere umano è posto al centro dell'interesse e dell'attenzione e si afferma, in tutta eloquenza e con un realismo impressionante, come protagonista dell'enigma esistenziale. I grandi occhi, le grandi labbra, le grandi mani, i corpi fragili, unitamente alle piccole cose che circondano queste persone, tra cui molti bambini, parlano da sole invitandoci a riflettere sul senso della vita, su quello che è e su quello che sarà il mondo in cui viviamo. L'indagine fotografica condotta da Mazzucco, lo rende un valente testimone del nostro tempo, tempo in cui l'enorme squilibrio delle civiltà e delle società rimane un tormento a cui l'uomo non ha saputo e non sa porre rimedio, un tempo, il tempo dell'esistenza, in cui la vita dell'uomo non ha lo stesso valore per tutti. Pur tuttavia, a leggere bene la realtà testimoniata con la fotografia di Mazzucco, affiora, pur nell'ambito di una vita estremamente difficile, la dignità e la fierezza di questa gente che accetta con serenità, ma non con rassegnazione il proprio ingrato destino. Un messaggio forte quello di Mazzucco che va la di là di ogni più plausibile retorica, un messaggio che riafferma con immediatezza ed incisività il valore fondamentale della vita quale bene prezioso irrinunciabile.
Carlo Picone
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