MAGGIO 2005


DIETRO QUELLA PORTA
    

PAOLO ALBERTINI

L'eterno "avvitarsi" (se mi è consentito il termine) di uno spirito indomabile, traspare in tutta la sua produzione fotografica. Paolo Albertini, autore della musica, del mare, della poesia, è in realtà il contrario di tutto quello che a prima vista appare: fuori - le foto - sono l'emblema della poetica, della calma, dell'ordine; dentro - l'autore - è in realtà un vulcano pronto ad eruttare tutta la sua energia di uomo forte, curioso, dinamico ….
Generoso, leale, dal carattere proverbialmente schivo, Paolo cela una ricchezza interiore che ritroviamo, come in uno specchio, in tutte le sue opere, le quali uniscono ad un perfetto equilibrio formale una carica emotiva travolgente, unendo così le caratteristiche classiche e romantiche, che lui ama e difende fortemente.
Dalle sue produzioni fotografiche emerge, come se fosse scritto in un diario, tutto il suo sentimento: si scopre così un immenso amore per la musica, anzi .… la Musica con la emme maiuscola; una passione per il mare, mai vissuta fino in fondo; una predilezione per l'ordine .… anche formale.
Nel suo ultimo lavoro però, germogliano visioni nuove, nuovi parametri, nuovi riferimenti. "Dietro quella porta" (si intende la porta che dà accesso alla sala operatoria), è l'ultima mostra di Paolo Albertini, dove - come ai tempi della musica - si torna a raccontare l'uomo, anzi gli uomini, che in questi casi però hanno spesso il destino dei propri simili nelle loro mani.
La performance di Paolo non è solo il racconto di ciò che accade in una sala operatoria, è principalmente un omaggio, un omaggio a quei medici, quei chirurghi, quegli uomini che, al di là dei motivi professionali, rappresentano oggi per lui un riferimento di sincera amicizia e profondissima stima. E lui sentiva l'esigenza di sottolinearlo.

Roberto Zuccalà



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