NOVEMBRE 2004
Se è vero che per ogni fotografo ci sono tante strade, e che ognuno dovrebbe individuare e percorrere la propria, possiamo affermare che la collettiva esposta nello spazio di via Cellomaio, ad Albano, costituisce l'insieme di nove personali espressioni di comunicazione visiva. Anche se l'impatto con le quattro opere di ciascun autore potrebbe indurre lo spettatore a considerare il complesso come un esercizio fotografico in stile, ad una osservazione più attenta, superando il codice primario del linguaggio, sarà possibile scoprire che ogni insieme è anche immagine latente di un significato. Ecco quindi che nove fotografi del G.f.r. Proposta '80, da tempo impegnati alla ricerca di un proprio modo di esprimersi fotograficamente, nella convinzione che "una fotografia che non si caratterizza è una fotografia sprecata", presentano ai visitatori le loro sintetiche visioni, lasciando agli stessi il piacere di scoprire il valore aggiunto delle loro rappresentazioni. Così, Mario Amati riporta da New Orleans, al suono di una tromba, la fantasia, le contraddizioni, le apparenze, l'ambiguità, i miti, le barriere e la solitudine che appartengono a quel grande paese. Massimo Bottarelli entra in un centro anziani, e con discrezione, alla stregua di un comune spettatore, riprende le fasi del gioco delle bocce, trasmettendoci un importante messaggio di umanità, con le sfere come metafora della vita. Loredana De Pace indaga un particolare locale notturno, dove fra le luci e i rumori che si rincorrono e si sovrappongono, sono gli uomini a "concedersi". Sergio Gargiulo affida i suoi messaggi alle mani, e sollecita la percezione in una confusione di contraddizioni relative alla visione e rappresentazione, presenza del reale e sogno. Lucio Governa tenta il reportage in chiave attuale. In questa epoca in cui i volti delle persone ritratte vengono spesso oscurati dalle redazioni per motivi di privacy, sarà forse la strada percorsa da Governa quella di ricondurci al piacere della visione dell'immagine documentaria? Stefano Procacci fissa attimi di un'esistenza vissuti al centro dell'attenzione, in un contesto apparentemente solidale. Ma il protagonista della scena è un anziano per il quale la realtà è spesso ben diversa, con la gioia che cessa nel momento in cui la giostra si ferma. Roberto Romano fissa le scie della Ferrari, e facendo leva sul colore rosso e il forte "mosso" cerca l'astrazione e la pulsione emotiva. Un ritratto dell'immaginario con riferimento a Degas "nulla in arte dovrebbe essere accidentale….neppure il movimento". Giovanni Russi presenta la pubblicità, che non ci fa mai sentire soli, con i suoi manifesti sempre più grandi, sempre più colorati, sempre più invadenti, sempre più vicini, sempre di più. Roberto Santucci confonde il passato con il presente e attraverso riprese studiate, e successive manipolazione delle immagini al computer, sfida lo spettatore a distinguere le foto di ieri, quando in Italia "vestivamo alla marinara", da quelle di oggi.
Alberto Placidoli
Presidente del G.F.R. Proposta '80
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