Progetti

In questa sezione vengono esposti i progetti interni che il fotoclub porta avanti e sviluppa con i suoi soci. Progetti che spesso vengono ispirati dallo studio dei grandi fotografi o dalla creatività del gruppo.

Molti lavori vengono svolti in gruppo o individualmente.

 

 

QUANDO AD ALBANO C'ERA L'IMPERIALE

 

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Fin dagli inizi della sua attività, il Foto Club Castelli Romani ha dedicato particolare attenzione alla fotografia d'epoca, soprattutto relativa al territorio di Albano Laziale, grazie al conferimento di un archivio di riproduzioni di immagini messe a disposizione inizialmente dai soci fondatori, in continuo arricchimento attraverso l'apporto di cittadini e all'acquisizione presso altri archivi e in pubblicazioni. In particolare, nel 2009 ha avviato, in collaborazione con il Museo Civico di Albano, l’iniziativa “Albano in Fotografia – Viaggio nella memoria”, un progetto di conservazione della memoria storica e dell'identità della città di Albano Laziale attraverso le fotografie delle raccolte private che vengono messe in comune dai cittadini. Dal materiale d'archivio, nel tempo, sono state tratte diverse mostre fotografiche, sono stati realizzati i volumi i volumi “Albano Laziale – Fotografie d’Epoca” (1984) e “Album di Famiglia” (2001), sono state fornite immagini ad uso didattico e iconografico-scientifico a studenti.

 

 

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Mostra 35 anni del FCCR

 

Trentacinque. 

Trentacinque. E’ il titolo che abbiamo scelto per questa mostra: un semplice numero che, però, ha un importante valore per noi del Foto Club Castelli Romani.

Sono, infatti, trentacinque gli anni di attività della nostra associazione, ed è con grande orgoglio e soddisfazione che festeggiamo questo traguardo, che ci colloca tra le associazioni culturali più longeve nell’area dei Castelli Romani.

Una meta forse solo auspicata da parte di coloro che, nel lontano 1981, fondarono questa associazione, ai quali va il nostro ringraziamento. Un successo che va condiviso con tutti i soci che, magari solo per poco tempo, hanno contribuito al raggiungimento di questo traguardo. Certo, come spesso accade in associazioni come la nostra, che basano la loro sopravvivenza sull’impegno dei propri soci, le difficoltà e i momenti difficili non sono mancati, ma fortunatamente sono stati tutti superati, perché ha sempre prevalso la volontà di mantenere viva questa realtà che si è saputa creare, nel corso di questi lunghissimi anni, attraverso le innumerevoli iniziative, un importante spazio nell’ambito culturale del nostro territorio. Ripercorrere trentacinque anni di attività è impresa ardua; possiamo però evidenziare quelli che sono stati e sono tuttora i motivi dell’esistenza di questa associazione: la passione per la fotografia; la consapevolezza che essa non è solo un piacevole “hobby”, ma un fondamentale mezzo di espressione e comunicazione; l’impegno a diffonderne la conoscenza.

E’ con questo spirito che i soci hanno voluto contribuire a questo evento, realizzando per l’occasione dei lavori tematici. I temi affrontati non intendono solo offrire una ampia panoramica sui “generi fotografici”, ma sono il risultato di un idea, di una intuizione, di una ricerca personale; la scelta del portfolio nasce dall’esigenza di declinare il messaggio fotografico in maniera articolata, in linea con la tendenza nazionale contemporanea, al fine di fornire allo spettatore l’opportunità di espandere la riflessione sui temi proposti, spesso resa impossibile dal vorticoso incalzare delle immagini nell’attuale società dei media.

E’ questo il modo che abbiamo scelto per festeggiare il nostro “compleanno” e, così, auguriamo a noi stessi “buona luce” e a Voi “buona visione”

Mariano Fanini

 

 

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Progetto   'na gita a li castelli'

collettiva di autori del Foto Club Castelli Romani

 

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gli autori: Luigi Conte, Roberta  De Marco, Gloria Emili, Elena Lanfaloni, Mariano Fanini, patrizio Paganucci, Serenella Stefani, Claudio Salvi, Edoardo Silvestroni, Mario Vintari

 

‘NA GITA A LI CASTELLI

L’idea che è posta a base di questo progetto/mostra è tutta nel titolo, copiato da una nota canzone da fraschetta del 1926, portata alla nobiltà dalla interpretazione di quel grande showman d’antàn che fu Ettore Petrolini. Titolo che la definisce e che, volutamente in vernacolo, a caratterizzarne limiti e confini, scimmiotta a sua volta, senza neppure troppi infingimenti, quella meravigliosa operazione fotografica del 1984, dal titolo “Viaggio in Italia”, ideata e curata da Luigi Ghirri e che coinvolse numerosi autori del calibro di Gabriele Basilico, Olivo Barbieri, Vincenzo Castella, Giovanni Chiaramonte, Mario Cresci, Vittore Fossati, Guido Guidi, Mimmo Jodice ed altri.

Quel progetto/libro/mostra è considerato ancora oggi una pietra miliare per la storia della fotografia contemporanea italiana, e non solo: una sorta di “manifesto” della “scuola italiana di paesaggio” nata nei primi anni Ottanta, subito riconosciuta ed apprezzata, e che ancora oggi resta di grande attualità ed oggetto di studi, approfondimenti, reinterpretazioni e rivisitazioni.

Questo lavoro, analogamente, si propone di operare una profonda riflessione alla ricerca del legame tra l’uomo e i territori che abita, sulle grandi trasformazioni che, in particolare, hanno investito il nostro territorio e sulla mutata condizione sociale ed esistenziale che ne è conseguita. L’idea è quindi quella di ricomporre l’immagine caleidoscopica di un luogo, antropologico e geografico, che si apre ai nostri occhi estremamente frammentato e contraddittorio: non più agreste e non ancora compiutamente e coerentemente urbanizzato, fagocitato dalla vicina metropoli fino quasi a diventarne periferia e tuttavia tenacemente attaccato alle proprie tradizioni.

In altre parole, come la parola “gita” evoca già fin dal titolo, il filo conduttore posto a base è quello di un viaggio per immagini, non tanto (o non soltanto) di tipo turistico o vedutistico, ma teso alla comprensione di uno spazio che cambia, ovvero alla rivalutazione di un paesaggio quotidiano e “minore”, alla ricerca di un’empatia con i luoghi, quasi a preservarne la “memoria”.

L’obiettivo finale non è pertanto la schedatura di un territorio, la resa documentaristica della realtà fosse anche per denunciarne le contraddizioni, né il languore oleografico del viaggio o la rappresentazione formalmente ed esteticamente impeccabile, ma piuttosto il desiderio di entrare in rapporto globale con il territorio dove viviamo; osservare i “nostri” luoghi non per definirli, descriverli o classificarli, ma per proporli come simbolo, espressione e metafora dello spazio contemporaneo, in tensione tra passato e presente.

Ed è così che gli autori, con “occhi puliti” e scevri da ogni pregiudizio, hanno osservato questa terra, già ambita meta dei viaggiatori del “Grand Tour”, ricca come poche altre di Storia e di leggende, di segni e di memorie, ed oggi resa anonima ed omologata da una scomposta antropizzazione che ci ha reso vittime di noi stessi. L’hanno “ri-scoperta” e “raccontata” semplicemente per come è. O meglio, per dirla con Daniel Pennac, “Hanno fatto delle foto. Hanno fotografato invece di parlare. Hanno fotografato per non dimenticare. Per non smettere di guardare.”

Claudio Salvi

 

 

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Progetto Ghirri

Ottobre 2010. Tre fotografi del Foto Club Castelli Romani, un po’ impigriti per età e per idee, durante le abituali chiacchiere che da sempre si fanno nell’ambito di un circolo fotografico, si sono ritrovati interessati, un po’ per caso e un po’ per gioco, a muoversi lungo un percorso comune: intraprendere un “viaggio” finalizzato a restituire un senso a ciò che l'occhio non vede più, perché, oramai, divenuto presenza abituale; ricollocare idealmente luoghi ed oggetti in un paesaggio ed in un ambiente quotidiani in continuo divenire, senza niente concedere alla spettacolarizzazione, al sensazionalismo, all’abbellimento ad ogni costo, a sperimentazioni meramente tecniche o a paralizzanti ossessioni estetico-formali.

Presentazione Ghirri

I Luoghi della Sosta o della Sospensione 1

I Luoghi della Sosta o della Sospensione 2

I luoghi (notturni) del transito (2)

Una riflessione attenta

 

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Progetto Napoli

 

 

 

Progetto Napoli; Vita, Morte e Miracoli

"Un’antica canzone napoletana (tradotta) comincia così:

"Accompagno, vicolo per vicolo, solo te che sei un amico, e ti porto per i Quartieri dove il sole non si vede, ma si vede tutto il resto. Si aprono le finestre e capisci com’è bella la città di Pulcinella!".

Ecco, proprio così è nata “Napoli: vita, morte e miracoli”. Un socio del fotoclub, nato..

 

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Foto del mese


fotomese1217
 

Paolo Lolletti - Fotografo dell'anno Fiaf Lazio

Frase del mese

Roland Barthes   Ciò che la fotografia riproduce all’infinito ha avuto luogo una sola volta: essa ripete meccanicamente ciò che non potrà mai più ripetersi esistenzialmente.

Roland Barthes